![]() |
![]() |
|||||||
| ||||||||
|
Video sulla storia e fabricazione della carta
I
|
La Carta
Marco Polo è stato uno dei primi a descrivere l'abilità dei cinesi di fabbricare la carta egli accenna alla materia con cui viene fabbricata la carta, paglia di tè o di riso, canna di bambù e stracci di canapa.Si narra che gli imperatori cinesi abbiano mantenuto, per lungo tempo, gelosamente segrete queste tecniche di lavorazione. A Samarcanda, gli Arabi le apprendano dagli stessi cinesi il modo di fabbricare la carta. La carta così è arrivata a Fabriano e in tutta Europa. E' ormai certo che sono gli Arabi i primitivi maestri dei cartai fabrianesi e che il lino e la canapa sono le stesse materie prime usate a Fabriano per fabbricare carta. Le tecniche innovatrici introdotte e perfezionate dai fabrianesi influiscono in modo determinante sulla resistenza al tempo e agli agenti patogeni e sulla qualità della carta. Con la nuova tecnica dei caratteri mobili per la stampa, la carta, nella seconda metà del XV secolo, assume il ruolo di strumento insostituibile per la diffusione della cultura e della informazione. Grazie alle innovazioni apportate dai maestri cartai fabrianesi, la carta si afferma come l'unica materia, la più leggera e delicata ma anche la più tenace e funzionale, a cui l'uomo affida la parola scritta. A Fabriano, dal 1378 al 1435 si afferma la Signoria dei Chiavelli, antichi feudatari del contado assoggettati a Fabriano durante la formazione del libero Comune. E' Guido Napoletano, che conquista il governo della città dopo aver esautorato il potere economico e politico delle arti. I sicuri profitti che si ricavano dall’arte cartaria inducono i Chiavelli ad incrementare lo sviluppo con l’acquisto di gualchiere, che rilevano da piccoli imprenditori eliminati dalla concorrenza. L’importanza e la fama raggiunte dal principale prodotto fabrianese risultano anche dallo Statuto comunale del 1436 che, per comprensibili motivi di "utilità pubblica", vieta a chiunque di erigere in un raggio di 50 miglia da Fabriano edifici per fabbricare carta e di insegnare i segreti dell’arte a chi non risiede nel territorio del Comune, sotto pena del pagamento di 50 ducati.. L’artiere specializzato nella costruzione dei telai di legno - denominato "modularo" - è una figura professionale di particolare importanza per la fabbricazione a mano dei fogli di carta. Lo strumento o utensile che esce dalle sue mani – detto forma o modulo – è costituito da un telaio di legno, sul quale è fissata una tela a maglie fitte, e da una cornice mobile o cascio, sempre di legno. La forma deve essere costruita in modo che , una volta immersa dal lavorante nel tino per prelevare la pasta da carta, possa, al momento della feltrazione, sopportare il carico di acqua e fibra senza subire deformazioni. La situazione muta completamente agli inizi del Settecento, per i cartai il declino dell’arte è dovuto alla nuova gabella, imposta dalla Reverenda Camera Apostolica, che incide dai tre ai quindici paoli su ogni risma di carta esportata. Sul finire del XXVIII secolo si avvertono i primi sintomi di ripresa e, nel 1786, per favorirla, monsignor Francesco Marazzani, governatore della città, dispone l’esenzione dei tributi per le attività manifatturiere a scapito del settore primario che viene colpito da ulteriori pesi fiscali. Nel 1796 tra le principali industrie si annoverano 6 cartiere con 148 operai, 10 concerie con 117 addetti, 2 fabbriche di feltri con appena 12 unità lavorative; l’industria della lana una volta molto fiorente, sopravvive con 3 laboratori di calzette e 27 addetti. La ripresa del settore cartario a Fabriano è attribuita all' opera di Pietro Miliani (1744-1817) che, da modesto dipendente, diviene prima “conduttore” e poi proprietario di cartiere. Dalla associazione con Antonio Vallemani, nobile fabrianese, nasce nel 1782 la cartiera Miliani che in breve tempo raggiunge un alto grado di efficienza degli impianti, dopo ripetuti tentativi ed esperimenti riesce a produrre nel 1796, - unico in tutto lo Stato Pontificio – la carta di Francia detta anche velina per la sua uniforme trasparenza, pregiata per la stampa e particolarmente indicata per il disegno e l' incisione. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, la parte notevole degli impianti risparmiata dalle distruzioni dei guastatori tedeschi e dei bombardamenti aerei consente, -in tempi assai limitati- di riprendere la produzione, con la stessa lena e la stessa determinazione che li animarono durante la breve ma intensa stagione della Resistenza. Oggi le Cartiere Miliani Fabriano sono parte del Gruppo Fedrigoni, subentrato al Poligrafico Zecca dello Stato nella proprietà.
|
|||||||
|
||||||||